Chi è il Counselor

Autore: Dr.ssa Costanza Calvio

Il Counselor in Italia è una professione non regolamentata. Con i Counselor è in corso una vera e propria guerra da parte dell’Ordine Nazionale degli Psicologi per difendere la “Consulenza”, una competenza propria degli Psicologi.

Non essendo una professione sanitaria, l’ambito di pertinenza del Counselor è limitato alla salutogenesi; agisce cioè in quei contesti dove non c’è disagio o disturbo mentale. È Una figura che aspira alla qualifica di professione, ma in Italia non è legittimata in tal senso. Non è regolamentata dallo Stato e cioè non c’è un Ordine Professionale che fissi determinati requisiti o parametri, sia sotto l’aspetto del percorso formativo per acquisire il titolo di Counselor, sia per stabilire un codice di condotta (codice etico e deontologico) da adottare per garantire e tutelare gli utenti. In definitiva, allo stato attuale, chiunque potrebbe definirsi Counselor nel nostro Paese. Secondo la legge 4/2013 sulle professioni non regolamentate, inoltre, chi svolge questa attività deve dichiarare per iscritto ai propri clienti di operare nell’ambito di una “Professione non organizzata in Ordini o Collegi” o va incontro al rischio di svolgere pratica commerciale scorretta.

La polemica in atto con l’Ordine Nazionale degli Psicologi riguarda il Counseling (o Consulenza) come competenza propria dello Psicologo. Carl Ramson Rogers, Psicoterapeuta statunitense considerato il “padre” di questa figura, utilizzò il termine “counseling” per la prima volta negli anni Cinquanta indicando una “relazione d’aiuto” nella quale vi è un cliente (attenzione, non un paziente) che viene assistito, affinché possa essere in grado di prendere decisioni in modo autonomo, ma non in solitudine, attivando comportamenti, pensieri e modi di sentire che soddisfino la propria vita.

Qualora il Counselor accertasse che il disturbo del Cliente rientra invece in ambito Psicologico, sarebbe buona norma che inviasse il cliente ad uno Psicoterapeuta per iniziare un percorso di aiuto o di cura. L’attività di Counseling non prevede l’utilizzo di test psicodiagnostici, somministrazione di farmaci e di tutte quelle attività che sono proprie della figura dello Psicoterapeuta e/o Psichiatra. Il servizio di Counseling può essere fornito anche dagli Psicologi, mentre per i Counselor risulta palese come, non essendo minimamente formati a riguardo, non possano intervenire su casi clinici come gli Psicologi.

Se questi operatori (Counselor, Coach) dovessero spingersi ad utilizzare tecniche di intervento tipiche dei professionisti sanitari quali Psicologi e Psicoterapeuti senza averne le competenze, oltre a mettere a rischio la salute di persone delle quali potrebbero non saper riconoscere o gestire aspetti di fragilità della personalità, commetterebbero il reato di esercizio abusivo della professione in base all’Articolo 348 del Codice Penale.

Diversamente, nel caso in cui ci si rivolga ad un professionista Psicologo-Counselor, la questione non si pone poiché la consulenza è da sempre competenza dello Psicologo. Se ci fossero dei dubbi su di un professionista, chiunque può consultare l’Albo Professionale degli Psicologi o l’Albo Professionale dei Medici per accertarsi di avere a che fare con un professionista regolarmente abilitato e per verificarne le competenze.