Sono Costanza Calvio, Psicologa, Psicoterapeuta e Formatrice da 20 anni. Da quando ho iniziato a lavorare, ho sognato un sito come Psicologo4You e alla fine ho deciso di mettere insieme un bel team e svilupparlo.

Psicologo4You si pone un duplice “nobile” scopo: essere uno strumento di immediata utilità per gli Utenti (per la ricerca di un Professionista e per l’approfondimento di concetti e tematiche psicologiche) e costituire uno strumento utile per gli Psicologi (per la loro promozione e per la loro formazione).

Finalmente, grazie al lavoro di un anno con un qualificato e volenteroso webmaster ed al contributo di colleghi con anni di esperienza alle spalle, è nato Psicologo4You, il Sito Web dedicato alla Psicologia, gestito interamente da Psicologi Professionisti della Psicologia.

IL SITO WEB CHE NON C’ERA

PER GLI UTENTI

Un Sito Web professionale, facilmente accessibile e ricco di risorse. Se pensi possa servirti una Consulenza, un Sostegno o una Psicoterapia, puoi consultare facilmente e con serenità i nostri elenchi, perché sul nostro sito possono iscriversi solo Psicologi qualificati e iscritti all’Ordine della loro Regione.

Le sezioni DOMANDE e APPROFONDIMENTI contengono utili chiarimenti su tematiche di Psicologia, mentre la sezione CORSI/EVENTI (attualmente ancora in allestimento), costituisce un’occasione per un apprendimento più strutturato e ricercato rispetto a tematiche di interesse o di più difficile comprensione.

PER I PROFESSIONISTI

Per quanto riguarda i colleghi Psicologi, il desiderio era principalmente quello di poter offrire un’occasione di promozione sul web ad un prezzo accessibile e più proporzionato alle disponibilità della nostra categoria rispetto ad altre offerte presenti on-line, e che comprendesse, nell’iscrizione, anche aggiornamenti formativi gratuiti su tematiche pratiche, cliniche e deontologiche e sull’utilizzo di strumenti utili alla nostra Professione.

L’area riservata agli Psicologi Partner di Psicologo4You, iscritti sul sito, contiene una serie di risorse, molte delle quali gratuite, riservate esclusivamente agli iscritti tra cui VIDEOCORSI PER LA PROFESSIONE, VIDEOLEZIONI E MASTERCLASS PER LA CLINICA E LA TERAPIA, CORSI E LABORATORI IN PRESENZA E ON-LINE, che si arricchirà nel tempo, costituendo una mediateca sempre disponibile ed immediatamente fruibile per dubbi ed approfondimenti. Se sei uno Psicologo, unisciti a noi, ISCRIVITI subito a Psicologo4You come PSICOLOGO PARTNER!

COMMISSIONE SCIENTIFICA

Dr.ssa Costanza Calvio

Psicologa-Psicoterapeuta, Formatrice. Ideatrice e Responsabile di Psicologo4You

Dr.ssa Giselda D'Egidio

Psicologa-Psicoterapeuta, Formatrice. Collaboratrice di Psicologo4You

Dr.ssa Daniela Ciccarelli

Psicologa-Psicoterapeuta, Formatrice. Collaboratrice di Psicologo4You

Dr.ssa Marilena Civetta

Psicologa-Psicoterapeuta, Docente e Formatrice. Collaboratrice di Psicologo4You

Dr. Giuseppe Caserta

Psicologo-Psicoterapeuta, Docente e Formatore. Collaboratore di Psicologo4You

PERCHÈ IL COLIBRÌ ?

LA FAVOLA DEL COLIBRÌ

Un giorno nella foresta scoppiò un grande incendio. Di fronte all'avanzare delle fiamme, tutti gli animali scapparono terrorizzati mentre il fuoco distruggeva ogni cosa senza pietà. Leoni, zebre, elefanti, rinoceronti, gazzelle e tanti altri animali cercarono rifugio nelle acque del grande fiume, ma ormai l'incendio stava per arrivare anche lì. Mentre tutti discutevano animatamente sul da farsi, un piccolissimo colibrì si tuffò nelle acque del fiume e, dopo aver preso nel becco una goccia d'acqua, incurante del gran caldo, la lasciò cadere sopra la foresta invasa dal fumo. Il fuoco non se ne accorse neppure e proseguì la sua corsa sospinto dal vento. Il colibrì, però, non si perse d'animo e continuò a tuffarsi per raccogliere ogni volta una piccola goccia d'acqua che lasciava cadere sulle fiamme.

La cosa non passò inosservata e ad un certo punto il leone lo chiamò e gli chiese: «Cosa stai facendo?». L'uccellino gli rispose: «Cerco di spegnere l'incendio!». Il leone si mise a ridere: «Tu così piccolo pretendi di fermare le fiamme?» e assieme a tutti gli altri animali incominciò a prenderlo in giro. Ma l'uccellino, incurante delle risate e delle critiche, si gettò nuovamente nel fiume per raccogliere un'altra goccia d'acqua. Il leone, meravigliato, replicò che era impossibile spegnere l’incendio con la goccia d’acqua che portava nel becco. Allora il colibrì, sempre più deciso, parafrasò al re della foresta: «Io faccio la mia parte, e questo crea la differenza».

A quella vista un elefantino, che fino a quel momento era rimasto al riparo tra le zampe della madre, immerse la sua proboscide nel fiume e, dopo aver aspirato quanta più acqua possibile, la spruzzò su un cespuglio che stava ormai per essere divorato dal fuoco. Anche un giovane pellicano, lasciati i suoi genitori al centro del fiume, si riempì il grande becco d'acqua e, preso il volo, la lasciò cadere come una cascata su di un albero minacciato dalle fiamme. Contagiati da quegli esempi, tutti gli animali si prodigarono insieme per spegnere l'incendio che ormai aveva raggiunto le rive del fiume. Dimenticando vecchi rancori e divisioni millenarie, il leone e l'antilope, la scimmia e il leopardo, l'aquila e la lepre lottarono fianco a fianco per fermare la corsa del fuoco.

Quando le ombre della sera calarono sulla savana, l'incendio poteva dirsi ormai domato. Sporchi e stanchi, ma salvi, tutti gli animali si radunarono per festeggiare insieme la vittoria sul fuoco. Il leone chiamò il piccolo colibrì e gli disse: «Oggi abbiamo imparato che la cosa più importante non è essere grandi e forti ma pieni di coraggio e di generosità. Oggi tu ci hai insegnato che anche una goccia d'acqua può essere importante e che insieme si può spegnere un grande incendio».

LO PSICOLOGO FA LA SUA PARTE… MA QUAL È QUESTA PARTE?

Lo Psicologo non risolve i problemi delle persone, in realtà fa molto di più: rende le persone in grado di imparare a risolvere i propri problemi. Come? Tirando fuori le loro risorse (anche quelle che non sapevano di avere) e/o costruendone di nuove. Tutto questo in un’ora a settimana/due settimane. Ed è inutile pretendere i miracoli, perché per le cose fatte bene ci vuole tempo…

Tutto questo, lo psicologo, lo fa esattamente come il piccolo colibrì: non spegne il fuoco al posto degli animali, non li prende per mano “obbligandoli” a spegnere il fuoco, ma lancia l’idea e mostra una strada. Sarà ogni singolo animale a tirare fuori ed utilizzare le proprie risorse. Eh sì, nella nostra professione, noi Psicologi, somigliamo proprio a dei piccoli colibrì!

I Colibrì sono considerati gli uccelli più piccoli al mondo: la maggior parte delle specie ha un peso tra 2,5 e 6,5 g e una lunghezza tra 6 e 12 cm. Come loro, noi Psicologi, nel nostro lavoro, occupiamo un piccolissimo spazio fisico (e temporale) nella vita dei pazienti, e da quel piccolissimo spazio lavoriamo con loro per raggiungere l’obiettivo forse più ambizioso al mondo: aiutarli a trovare un loro sano equilibrio.

Nell’intricata vegetazione delle foreste il Colibrì è in grado di spostarsi rapidamente, ma è anche capace di rimanere immobile a mezz’aria, vicino ad un fiore. Questa capacità è garantita dal rapidissimo battito alare (alcune specie anche 80 battiti al secondo) che consente loro di potersi cibare del nettare dei fiori. Restando immobili di fronte al paziente, mantenendoci “a mezz’aria” nel nostro equilibrio, ci spostiamo nell’intricata foresta dei suoi pensieri… (e delle nostre riflessioni). Ci cibiamo di emozioni e consapevolezze, ascoltiamo, rispondiamo e condividiamo; cogliamo velocemente e al volo (o almeno ci proviamo) i messaggi e i segnali che il paziente ci manda chiaramente e quelli che invece non sono così chiari. Ma mentre facciamo tutto questo, restiamo fermi. Quando il paziente esce dalla porta e ritorna alla sua vita, a volte dolorosa, noi dobbiamo rimanere fermi, anche se a volte è difficile, perché l’obiettivo è la sua autonomia. Ma la settimana successiva saremo certamente lì ad aspettarlo, di nuovo per lui e con lui, per condividere ancora e per lavorare insieme, battendo forte le ali, restando ancora fermi.

quadro con colibrì

“Oltre”, Chiara Lanari

La straordinaria mobilità degli arti superiori consente al Colibrì prodezze di volo inimmaginabili per altri uccelli. Possono battere le ali in tutte le direzioni, il che consente loro sia il volo stazionario e, unici fra gli uccelli, il volo all’indietro. Vogliamo parlare delle nostre prodezze con i pazienti più “articolati” o più sofferenti? Volare in avanti o all’indietro, in tutte le direzioni, ormai lo stiamo imparando.

Il piumaggio del Colibrì ha colori iridescenti e brillanti che vanno dal bruno al verde, dal rosso al nero. La particolarità è che i bellissimi colori non sono dovuti alla presenza di pigmenti sulle penne, ma all’interferenza dei raggi luminosi attraverso la struttura prismatica delle diramazioni perpendicolari dei rami delle penne, che scomponendo la luce solare riflettono una parte dell’iride, dando la sensazione di riflessi metallici. Il raggio di luce viene così scomposto nei suoi colori originari dando una colorazione cangiante in base all’angolo di osservazione. I pazienti, nelle loro difficoltà e nella loro sofferenza, spesso non vedono che il bianco o il nero, il giusto o lo sbagliato, il buono o il cattivo… In realtà quasi nulla di ciò che viviamo o che incontriamo è così estremo, anzi quasi sempre è nel mezzo, ma in quel mezzo non viene “riconosciuto”. Noi abbiamo il compito di aprire gli occhi del paziente agli altri colori, fornirgli altri punti di vista e non per “indorargli” la pillola o abbellire la realtà, ma semplicemente perché la realtà è veramente piena di sfaccettature e i punti di vista possono essere davvero tanti e diversi.

Il becco del Colibrì può avere una varietà di forme e dimensioni, che in genere riflettono le loro abitudini alimentari, adattandosi alla forma dei fiori del cui nettare si nutrono. La lingua è estensibile e biforcuta. E’ da notare che questo uccellino può cimentarsi in una diversità incredibile di vocalizzazioni e, come gli umani e pochi altri animali, ha sviluppato la rara capacità di imparare suoni diversi, non solo quelli che ogni specie ha innati in sé dalla nascita. Con l’esperienza, abbiamo imparato a modulare il nostro linguaggio a seconda della persona che abbiamo davanti, per comprenderla e farci comprendere meglio e per allinearci con lei e sentirci parte dello stesso obiettivo. Abbiamo imparato più lingue e più suoni, a seconda dei momenti, delle emozioni, dei desideri… Ma dobbiamo fare sempre molta attenzione a ciò che diciamo e al senso che diamo alle frasi, perché potremmo ferire chi, in quel momento è molto fragile o sofferente: ciò che noi potremmo esprimere come una battuta, per lui potrebbe invece avere, in quel particolare momento della sua vita, una accezione molto più dolorosa. Sapersi esprimere, nel nostro lavoro, è essenziale.