Ipocondria

Autore: Dr.ssa Daniela Ciccarelli

L’ipocondriaco vive nel continuo terrore o convinzione di possedere una grave malattia. Interpreta erroneamente i propri sintomi fisici (ad esempio l’affanno dopo aver fatto uno sforzo fisico potrebbe essere inteso come un principio di infarto). Per un limitato periodo di tempo può capitare a tutti di essere ipocondriaci, ma in chi ne è davvero affetto, questo disturbo può compromettere la qualità della vita da provocare una vera e propria sofferenza con notevoli ripercussioni nel rendimento scolastico, professionale, sociale ecc.

Le paure ipocondriache possono insorgere a qualsiasi età e si intensificano con il passare degli anni. La maggior parte delle persone si rassicura nell’accertare che i risultati delle analisi cliniche effettuate siano negativi. L’ipocondriaco, invece, da una parte spera che i risultati delle varie analisi siano negativi, mentre dall’altra non riesce a crederci, sminuendo il dottore e cercando pareri presso altri medici. Descrivono al medico in maniera dettagliata i loro sintomi, cambiano spesso medici e si recano dal medico quasi a cadenza settimanale. Si sottopongono spontaneamente agli esami, anche a quelli più fastidiosi o dolorosi, non temono né costi né ricerche estenuanti.

Queste persone spesso vengono derise e definite malati immaginari, in realtà soffrono davvero della paura o della convinzione di avere qualche grave malattia. Si auto osservano, la loro attenzione è costantemente focalizzata su qualche malattia temuta, considerano ogni minimo cambiamento del loro corpo con il presagire di qualche grave malattia, interpretando sintomi innocui come preoccupanti. Le paure ipocondriache possono riferirsi a funzioni corporee (battito cardiaco, sudorazione), piccoli disturbi fisici (tosse occasionale) e a sensazioni vaghe o ambigue (vene doloranti..). Spesso non hanno alcuna conoscenza delle relazioni mente – corpo. Ad esempio non considerano le palpitazioni espressioni di rabbia ma sintomo di un disturbo organico.

Una psicoterapia non è ben accettata, perché l’ipocondriaco la vede come uno sminuire delle proprie convinzioni reali di malattia. Un percorso psicoterapeutico potrebbe essere utile, consiste nel favorire la consapevolezza e nel rielaborare le difficoltà espresse in maniera mascherata attraverso il timore o la convinzione della malattia.

 
BIBLIOGRAFIA:
“Psichiatria Psicodinamica”, G.O.Gabbard
“ABC della Psiocopatologia””, M.Falabella
“Guarire la malattia che non c’è”, H.Morschitzy, T.Hartl

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